Canta Canta :

•3 dicembre, 2009 • 1 commento

Adesso finalmente è fuori
libero come una bandiera al vento
agli amici di un tempo
manderà certamente una cartolina
magari da Pisa,Torino,Milano
adesso può vendere e comprare
farsi una donna se vuole
anche affittare una stanza con vista sul mare
nessuno lo può condannare
per quel poco di voglia rimasta di fare l’amore.
Come un cane nella pioggia
quest’uomo se ne va
voglia di piangere è poco
davanti a tutta questa libertà
certo comprerà un autocarro
per girare la Francia e il mondo intero
come quel suo fratello camionista
contento del suo lavoro.
Come un cane nella pioggia felice
per le strade di quasi Natale
freddo quel tanto che basta
nessuno da salutare
ordina un caffè corretto
tossisce discreto
dentro un palmo di mano
nessuno lo nota
o gli dicono grazie
è uscito ieri ed è già lontano.

Questo testo,dal titolo “Canta Canta”, è una canzone di Francesco De Gregori e fa parte dell’album “La donna cannone”,uscito nel 1983.
“Canta Canta” è una canzone che mi piace molto e alla quale sono affezionato; L’ho sempre considerata come uno di quei piccoli capolavori “nascosti” di De Gregori, lontana dalle luci del successo
che hanno raggiunto altre canzoni come “Rimmel” o “Generale”.
Ho molti ricordi legati a questa canzone;in particolare alla spensieratezza di quel primo periodo,avevo tredici anni,nel quale ho scoperto e cominciato ad amare la musica e i testi di De Gregori.
Erano gli ultimi anni di vita delle “audiocassette”; nel centro della città c’era un negozio molto grande e fornitissimo (adesso non esiste più,al suo posto c’è una modernissima gelateria) dal quale uscivo ogni volta
con una cassetta originale di un’album di De Gregori e nel giro di pochi mesi riuscii ad avere quasi tutta la sua discografia completa.
E con altrettanta curiosità passavo molti pomeriggi nella cartoleria vicino a casa mia a leggere molti libri di storia,materia della quale sono
un grande appassionato.
Ogni volta che ascolto questa canzone è come se ritornassi a quelle giornate;lontanissima di molti anni era ancora l’idea di scrivere delle mie canzoni così come il suonare la chitarra ma nasceva la curiosità verso
tutte queste cose.
Piccolo giro nel mondo dei miei ricordi.Ciao.
Federico

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Dopo il Festival di Sanremo il G8 a L’Aquila :

•13 luglio, 2009 • Lascia un commento

Dobbiamo essere tutti contenti e felici.
TruppeTedescheAdunateDavanteAHitlerNelloStadioDiNorimbergaduranteIlCongressoDelPartitonazionalsocialistaDel1936
Le lenzuola negli appartamenti degli ospiti erano di seta,pulite,fresche e soprattutto italiane;così come il menu preparato con tanta cura che comprendeva tra l’altro pasta al pomodoro ma di un pomodoro rigorosamente italiano,tipico prodotto della terra abruzzese…Michelle era vestita di chiaro,per la precisione un’abito giallo limone mentre la first lady britannica sfoggiava,scelta non proprio felice,un vestito con i colori della bandiera del Regno Unito…
…Accompagnata appositamente da squadre di tecnici competenti il giorno dopo è arrivata la nostra “Carlà”,ormai naturalizzata francese,che ha voluto visitare i luoghi della tragedia da sola senza la compagnia delle sue colleghe degli altri paesi;la sua una scelta decisamente “snob” agli occhi di tutta la stampa…
…Alla sera i capi di stato hanno preferito ritirarsi nei loro appartamenti piuttosto che assistere al concerto di musica classica preparato appositamente per loro…
…il presidente Obama,in un look decisamente casual fatto di cravatta e camicia,ha visto anch’egli i luoghi del sisma,si è commosso e si è poi congratulato con i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile…
Al termine di questi tre giorni centinaia di persone entusiaste facevano
la coda per visitare gli appartamenti dei capi di stato,tutti in fila per vedere e toccare le lenzuola dove avevano dormito il presidente americano e la sua consorte.
Anche il capo dello stato,Giorgio Napolitano, ha sottolineato il successo del G8 ad organizzazione italiana e l’indiscutibile riconoscimento di forza per il nostro governo sulla scena politica internazionale ed ha auspicato un clima di maggior collaborazione tra tutte le forze politiche,di maggioranza e di opposizione.
Insomma è andato tutto bene e da l’Aquila è tutto.
Federico.
_saluti_nazisti

Verso il congresso del Partito Democratico:

•10 luglio, 2009 • Lascia un commento

Da alcune settimane è cominciato il percorso che porterà verso la fine del mese di ottobre,prima partendo a livello locale attraverso i vari circoli
sparsi in tutta italia per poi concludersi presso la direzione nazionale,alla scelta del nuovo segretario del Partito Democratico e di una sua nuova strategia politica. Nel mio piccolo,da semplice cittadino ed elettore da sempre vicino alla sinistra,ho voglia di esprimere alcune mie idee a riguardo.
serr
Si fa un gran parlare di nuovo,della necessità d’imprimere una profonda svolta a livello generazionale promuovendo una maggiore partecipazione dei giovani per dare così l’idea di un partito moderno,all’avanguardia e in grado di proiettare i democratici nel futuro. Ecco,io non voglio essere per forza controcorrente e fare la voce fuori del coro di chi canta “viva i giovani !” ma in tutta sincerità non mi sento di essere assolutamente d’accordo con chi afferma in un’intervista di sostenere la candidatura di Dario Franceschini “perchè è simpatico”; al di là della poco felice battuta mi piacerebbe chiedere al “nuovo” che avanza se adesso qualità come bellezza e simpatia siano le principali caratteristiche attraverso le quali si decide un segretario.Penso siano ben altre le qualità richieste al futuro dirigente del maggior partito dell’opposizione in Italia.Come penso che tutto quello che viene dal passato,dalla tradizione e dalla nostra storia non sia tutto da buttare solo per il semplice fatto di essere “del secolo scorso” ma deve essere rafforzato e reso semmai attuale con i nostri tempi.
franceschini
Altra cosa che mi preme di dire è che in tutta questa voglia di novità che ha imperversato in questo partito per tutti questi mesi,una voglia di nuovo dominata da parole quali “movimenti”,”partecipazione popolare”,”il popolo delle primarie”,”la società civile”,”un partito all’americana”,ci si è dimenticati della cosa,a mio avviso,più importante:
il Partito Democratico.
Un partito che ha distrutto tutte le sue strutture,apparati ed organismi di controllo interni perdendo così quel tradizionale radicamento nel territorio e il rapporto con le persone fino a precipitare,in alcune realtà locali,nell’anarchia e nella totale incapacità di prendere delle decisioni per presentarsi in maniera decente di fronte agli elettori come in queste recenti elezioni amministrative.Io non sono un “nostalgico” del vecchio PCI,anche perchè ero troppo piccolo quando esisteva il vecchio Partito Comunista Italiano,ma senza un partito solido,organizzato e ben strutturato come si può pensare di ritornare a parlare al cuore della gente?
dalema
E mi domando come sia possibile dare ancora fiducia a questo gruppo dirigente che ha di fatto accelerato la caduta del governo Prodi con la nascita dello stesso Partito Democratico,ha poi perso le successive elezioni politiche con un distacco dalle destre di oltre tre milioni e mezzo di voti e non ha fatto alcuna autocritica in merito; non è stato capace di definire una chiara e coerente strategia politica oscillando tra la voglia di accordarsi con questo presidente del consiglio e una generosa quanto poco convincente linea di opposizione per poi perdere ancora in Sardegna,in Abruzzo e alle elezioni europee ed amministrative.
Insomma è ancora possibile dare fiducia a questo “nuovo” gruppo dirigente rappresentato dalla candidatura alla segreteria di Dario Franceschini ?
Federico.

Parole scritte in una notte :

•25 giugno, 2009 • Lascia un commento

parabrezza notturno
Luci dall’autostrada e da questo autogrill
in questa notte calda d’agosto
fatta di coca cola e di amore

Silenzio e sigarette
cercai per ore il mio cuore
dopo un dolce rosso tramonto
foto o mistero della tua vita

Fuochi accesi in una stazione
banditi in erba ragazzi incoscienti
bruciano barchette in riva ai binari
aspettando l’alba

In una città caduta nel buio
tremiamo di freddo contiamo le stelle
nascosti in una piazza si parla per ore
io sto cercando la mia strada

Luci dall’autostrada e da questo autogrill
in questa notte calda d’agosto
fatta di coca cola e di amore.
qualcosa di notte

La notte è un gomitolo di strade
da buttarsi dentro a capofitto
senza pensarci troppo
senza contare fino a dieci
Raccogli il tuo zaino di energie
e corri in mezzo all’aria
dimostrerai una volta per tutte
quello che vali

La notte è un gomitolo di strade
giocando con questa luce si può andare lontano
in capo al mondo qualcuno mi ha detto
che c’è un tesoro da cercare
“una corsa,un prato,una possibilità di continuare a sognare”.

e questo taglio di sangue
è un cielo azzurro
da non stare più in piedi.
Federico.
A_lume_di_lumaca

Parole buone per PierAngelo Bertoli :

•18 marzo, 2009 • Lascia un commento

Da qualche settimana grazie all’ultimo lavoro discografico di Luca Carboni,
una raccolta di alcuni capolavori dei cantautori degli anni 70′ da lui reinterpretati,ho potuto riscoprire con grande piacere la figura di PierAngelo Bertoli.
Con grande sincerità ammetto di non essere cresciuto con le canzoni di Bertoli avendo trovato nella mia adolescenza altri punti di riferimento musicali tra i quali soprattutto,come penso sia abbastanza evidente,De Gregori.
Riascoltando “Eppure soffia” mi sono commosso pensando soprattutto all’estrema sincerità e sobrietà di Bertoli nel porsi con le sue canzoni di fronte alla gente.
Una passione per la realtà,per il quotidiano,la voglia d’impegnarsi e la politica la “P” maiuscola;parole quasi dimenticate in quel poco che è rimasto della sinistra italiana.
aa4
Non voglio dilungarmi ancora in questo elogio di PierAngelo Bertoli per non risultare ruffiano e “zuccheroso”;credo sia giusto andare a riascoltarsi
“Eppure soffia”,”A muso duro”,”pescatore” e tante altre belle canzoni di questo cantautore.
Federico.

Pensieri al cader della giornata…

•12 marzo, 2009 • 6 commenti

bb1
Sono passati un pò di mesi dall’ultima volta che mi sono fermato qui per dedicare un pò del mio tempo a scrivere qualcosa e farvi così conoscere alcuni dei miei pensieri.
Quello che stiamo vivendo ora mi sembra un periodo strano,contorto,confuso,pieno di segnali che vanno da una parte e di altri che ci portano nella direzione opposta.
In certi momenti si è sicuri delle proprie idee,degli ideali in cui crediamo e per questi siamo pronti a buttarci nella mischia,a combattere,ad impegnarci e a farci anche del male per far sì che la realtà intorno a noi possa,almeno in parte,rispecchiare i nostri sogni.
Altre volte,al cadere di una giornata,ci si sente le spalle stanche,fragili e si prova tanto freddo e tanta paura di fronte al mondo.
La cosa che più ferisce di questi tempi è la mancanza di rispetto e voglia di capire e comprendere fino in fondo chi ci stà di fronte.
Tutto è così frettoloso,allineato,ragionevole,di buon senso,a portata di mano e maleducato.
Nessuno che ti chiede che cosa ne pensi e se hai qualcosa da dire.
La solitudine che uno cerca è sempre più vista con fastidio ed occhio cattivo;deve esserci sempre qualcuno,in qualsiasi momento,pronto a cercarti per offrirti qualcosa che non hai mai chiesto e di cui non hai mai avuto bisogno.
E così viene la voglia di ritornare ai tempi in cui si era bambini,quando non si aveva nessuna responsabilità di fronte alla vita.
Oppure l’irrefrenabile desiderio di scappare il più lontano possibile,via da tutto e da tutti per non doversi più nascondere e piangere in un’angolo della strada del centro, lontano dalla curiosità di sguardi indiscreti.
Federico.
aa3

Ancora un pò di storia : la Resistenza

•26 novembre, 2008 • Lascia un commento

Prima di parlare della Resistenza desidero già in anticipo scusarmi con tutte quelle persone,probabilmente non molte ma che ringrazio di cuore, animate dal piacere di andare a leggere quello che scrivo ogni volta che viene pubblicato in questo piccolo spazio su internet ma che possono aver trovato,specialmente questi utimi editoriali, un pò noiosi e ripetitivi per gli argomenti che ho trattato. Di questo chiedo scusa ma sono da sempre un appassionato di storia, in particolare del 900′; mi piace seguire il dibattito culturale che circonda ancora oggi i fatti della storia italiana ed esprimere il mio pensiero a riguardo.
Recentemente in una puntata della trasmissione televisiva “Porta a Porta” di Bruno Vespa,argomento della serata l’ultimo discusso film del regista americano Spike Lee tratto dalla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema del 1944, era ospite Giampaolo Pansa, noto giornalista e autore di discussi e popolari saggi come “Il sangue dei vinti” e “Sconosciuto 1945”. Durante la trasmissione lo scrittore con una certa aggressività ed arroganza condannava le critiche e le polemiche,sconfinanti secondo lui nella richiesta di “censura”, scuscitate dalle sue opere fino a denunciare il clima di intimidazioni e violenze subite dalla sua persona;
la sua “arringa”, dai toni sempre più irritanti, arrivava poi a mettere in discussione l’importanza storica della Resistenza e l’atteggiamento del Partito Comunista Italiano in quel periodo.
Ecco, in tutta sincerità mi sento di non essere per nulla daccordo con quanto affermato
da Pansa per tutta una serie di motivi.Come fa lo scrittore a denunciare questo presunto clima di “censura” che lo circonda se le sue opere sono libri di successo, ai vertici per un lungo periodo delle classifiche dei libri più venduti, ristampati più volte nel corso di questi anni e per di più sceneggiature per film e fiction di prossima uscita al cinema e in televisione ? insomma dov’è questa censura di cui è vittima Giampaolo Pansa ?
Sicuramente la sua opera è positiva ed importante nell’indagare colpevoli, responsabilità e sollevare dall’oblio quei tragici fatti di vendette e rappresaglie compiute da alcuni gruppi di partigiani a guerra finita e di cui furono vittime fascisti,collaborazionisti e in alcuni casi innocenti che con il fascismo non centravano niente ma considero un errore arrivare a condannare l’intera Resistenza italiana.
Pansa forse dimentica molte cose tra cui la scelta compiuta dal PCI con “la svolta di Salerno” operata da Togliatti nel 1944 di entrare pienamente nel futuro sistema repubblicano e di costituire fin d’allora,pur tra mille contraddizioni interne, uno dei pilastri del nostro sistema democratico anche nei momenti più bui della nostra storia come “gli anni di piombo”.
Ma la cosa più grave, a mio avviso, è che Pansa dimentica il significato più profondo della Resistenza come primo segno di partecipazione popolare,il sacrificio di tanti ragazzi che decisero di combattere per la libertà senza aspettare chiusi in casa l’arrivo degli alleati nelle grandi città del nord, il riscatto di un popolo dopo vent’anni di dittatura, le vergognose leggi razziali e la tragedia di una guerra ;
la Resistenza come radice e fondamento del nostro sistema democratico.
Federico.
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