Verso il congresso del Partito Democratico:

Da alcune settimane è cominciato il percorso che porterà verso la fine del mese di ottobre,prima partendo a livello locale attraverso i vari circoli
sparsi in tutta italia per poi concludersi presso la direzione nazionale,alla scelta del nuovo segretario del Partito Democratico e di una sua nuova strategia politica. Nel mio piccolo,da semplice cittadino ed elettore da sempre vicino alla sinistra,ho voglia di esprimere alcune mie idee a riguardo.
serr
Si fa un gran parlare di nuovo,della necessità d’imprimere una profonda svolta a livello generazionale promuovendo una maggiore partecipazione dei giovani per dare così l’idea di un partito moderno,all’avanguardia e in grado di proiettare i democratici nel futuro. Ecco,io non voglio essere per forza controcorrente e fare la voce fuori del coro di chi canta “viva i giovani !” ma in tutta sincerità non mi sento di essere assolutamente d’accordo con chi afferma in un’intervista di sostenere la candidatura di Dario Franceschini “perchè è simpatico”; al di là della poco felice battuta mi piacerebbe chiedere al “nuovo” che avanza se adesso qualità come bellezza e simpatia siano le principali caratteristiche attraverso le quali si decide un segretario.Penso siano ben altre le qualità richieste al futuro dirigente del maggior partito dell’opposizione in Italia.Come penso che tutto quello che viene dal passato,dalla tradizione e dalla nostra storia non sia tutto da buttare solo per il semplice fatto di essere “del secolo scorso” ma deve essere rafforzato e reso semmai attuale con i nostri tempi.
franceschini
Altra cosa che mi preme di dire è che in tutta questa voglia di novità che ha imperversato in questo partito per tutti questi mesi,una voglia di nuovo dominata da parole quali “movimenti”,”partecipazione popolare”,”il popolo delle primarie”,”la società civile”,”un partito all’americana”,ci si è dimenticati della cosa,a mio avviso,più importante:
il Partito Democratico.
Un partito che ha distrutto tutte le sue strutture,apparati ed organismi di controllo interni perdendo così quel tradizionale radicamento nel territorio e il rapporto con le persone fino a precipitare,in alcune realtà locali,nell’anarchia e nella totale incapacità di prendere delle decisioni per presentarsi in maniera decente di fronte agli elettori come in queste recenti elezioni amministrative.Io non sono un “nostalgico” del vecchio PCI,anche perchè ero troppo piccolo quando esisteva il vecchio Partito Comunista Italiano,ma senza un partito solido,organizzato e ben strutturato come si può pensare di ritornare a parlare al cuore della gente?
dalema
E mi domando come sia possibile dare ancora fiducia a questo gruppo dirigente che ha di fatto accelerato la caduta del governo Prodi con la nascita dello stesso Partito Democratico,ha poi perso le successive elezioni politiche con un distacco dalle destre di oltre tre milioni e mezzo di voti e non ha fatto alcuna autocritica in merito; non è stato capace di definire una chiara e coerente strategia politica oscillando tra la voglia di accordarsi con questo presidente del consiglio e una generosa quanto poco convincente linea di opposizione per poi perdere ancora in Sardegna,in Abruzzo e alle elezioni europee ed amministrative.
Insomma è ancora possibile dare fiducia a questo “nuovo” gruppo dirigente rappresentato dalla candidatura alla segreteria di Dario Franceschini ?
Federico.

~ di federicomarchioro su 10 Luglio, 2009.

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