Pensieri al cader della giornata…

Sono passati un pò di mesi dall’ultima volta che mi sono fermato qui per dedicare un pò del mio tempo a scrivere qualcosa e farvi così conoscere alcuni dei miei pensieri.
Quello che stiamo vivendo ora mi sembra un periodo strano,contorto,confuso,pieno di segnali che vanno da una parte e di altri che ci portano nella direzione opposta.
In certi momenti si è sicuri delle proprie idee,degli ideali in cui crediamo e per questi siamo pronti a buttarci nella mischia,a combattere,ad impegnarci e a farci anche del male per far sì che la realtà intorno a noi possa,almeno in parte,rispecchiare i nostri sogni.
Altre volte,al cadere di una giornata,ci si sente le spalle stanche,fragili e si prova tanto freddo e tanta paura di fronte al mondo.
La cosa che più ferisce di questi tempi è la mancanza di rispetto e voglia di capire e comprendere fino in fondo chi ci stà di fronte.
Tutto è così frettoloso,allineato,ragionevole,di buon senso,a portata di mano e maleducato.
Nessuno che ti chiede che cosa ne pensi e se hai qualcosa da dire.
La solitudine che uno cerca è sempre più vista con fastidio ed occhio cattivo;deve esserci sempre qualcuno,in qualsiasi momento,pronto a cercarti per offrirti qualcosa che non hai mai chiesto e di cui non hai mai avuto bisogno.
E così viene la voglia di ritornare ai tempi in cui si era bambini,quando non si aveva nessuna responsabilità di fronte alla vita.
Oppure l’irrefrenabile desiderio di scappare il più lontano possibile,via da tutto e da tutti per non doversi più nascondere e piangere in un’angolo della strada del centro, lontano dalla curiosità di sguardi indiscreti.
Federico.



Tu dici che alle volte capita di sentirsi fragili e di aver tanta paura di fronte al mondo. Io credo che questo succeda a chi si sente solo o vuole vivere in una condizione di solitudine che diventa solo il rifugio più comodo di fronte alla scelta coraggiosa di affrontare il mondo. Credo anche sia presuntuoso pensare di non aver bisogno di nulla e non essere disposti a ricevere dagli altri. Se la cosa che ferisce di più, come dici tu, è la mancanza di rispetto e di voglia di comprendere chi ci sta di fronte bisogna darsi la possibilità dell’incontro. Nella solitudine non c’è nessuno che ci sta di fronte.
Provo profonda invidia per quelle persone che di fronte alle cose che accadono,lungo la strada che abbiamo scelto di percorrere,non hanno mai dubbi e si sentono sempre così forti.
Voglio continuare in maniera “presuntuosa” a cercare con le persone quei rapporti che reputo,a mio avviso,”veri” e cioè costruiti su sentimenti come l’amicizia,l’affetto e la stima reciproca senza alcun interesse di fondo come spesso capita ultimamente.
E voglio continuare in maniera altrettanto “presuntuosa” a coltivare
quei pochi momenti di solitudine che non sono,come tu sostieni,un “comodo rifugio” dal mondo e dalla vita bensì un tempo
per ritornare ad una certa idea di semplicità rinunciando al tanto “superfluo” intorno a noi;soprattutto in tempi come questi dove molti sono bravi a dare giudizi,a battere la “grancassa”,ad ubriacarci di tante inutili parole,oppure assolvere o condannare senza avere la minima voglia di andare al di là delle apparenze.
Mi dispiace molto deluderti ma io non sono il tipo da “una pacca sulla spalla e via!” e che possiede nella sua rubrica telefonica diecimila numeri di persone pronte da chiamare per ogni evenienza,non ho neppure altrettanti diecimila “amici” su facebook;ho solo qualche compagno di grande amicizia conosciuto fin dai tempi delle scuole con cui ho condiviso tante bellissime esperienze e che tuttora,vari impegni permettendo,frequento ancora.
Rimango convinto,nella mia eterna “presunzione” dell’idea che per amare gli altri bisogna prima di tutto essere capaci di stare da soli,con sè stessi, rendersi autosufficienti ed autonomi con la propria persona; per acquistare quella serenità interiore che ci permette di costruire legami con gli altri.
Se ci dovesse essere un’altro momento di confronto mi piacerebbe esprimere le mie opinioni con una persona che ha un nome e non un’anonimo.
Ciao.Federico
In quello che scrivi ti trovo spesso contraddittorio. Ammiro e condivido il tuo voler ricercare rapporti autentici e disinteressati con le persone,perchè è quello che anch’io cerco di fare nella mia vita,ma non riesco a capire come tu possa pensare di conciliare questo con il tuo cullarti in quella che chiami solitudine, pensando che gli altri abbiano da offrirti solo qualcosa di cui non hai bisogno (sei tu che lo scrivi). Non è tutto bianco o nero, fortunatamente ci sono anche tante sfumature colorate, forse guardando solo con i tuoi occhi non te ne sei mai accorto, forse avresti bisogno di qualcuno che ti aiutasse ad osservare le cose anche da un altro punto di vista..o forse ti va semplicemente bene così. Anche a me piace ricavarmi i miei spazi di silenzio, allontanarmi da un mondo nel quale non sempre mi sento a mio agio, ma ho bisogno anche di condividere con gli altri, di confrontarmi, di chiedere consiglio e tanto altro.
Io credo che anche le grandi amicizie, i legami più solidi e profondi vadano coltivati, che non debbano mai esere dati per scontati o usati in modo univoco. Alle volte ci capita di farlo anche senza rendercene conto.
Ti vorrei fare solo una domanda:”Tu pensi di averla acquisita la serenità interiore di cui parli?”
Un abbraccio,
ciao!
penso con un ristretto margine di errore di aver capito chi sei e devo amaramente constatare che si possono dire le cose più belle di questo mondo ma se ci si deve nascondere con un’anonimo per esprimere i propri pensieri vuol dire che siamo proprio caduti in basso,peccato!ciao.Federico
Non ho nessun bisogno di nascondermi dietro un anonimato.. Credo che quello che più conta sia quello che penso a prescindere da come mi chiamo, soprattutto se il mio nome può pregiudicare un tentativo di comunicazione..
Per me invece è un peccato constatare che sei disposto a esprimere opinioni su molti argomenti e a raccontare tante cose, ma non hai la stessa disponibilità a rispondere ad una sola semplice domanda. Forse hai risposto ugualmente..
Ciao!
“non ho nessun bisogno di nascondermi dietro un anonimato”…eppure continuiamo a nasconderci dietro questo anonimo; mi pare una contraddizione.Evidentemente dall’altra parte non si riesce a comprendere
che per me non è solamente un cavillo e un capriccio ma una richiesta di chiarezza e sincerità.In questo blog io mi metto in prima persona nell’esprimere pensieri,sensazioni e idee senza nessun tipo
di filtro o protezione di fronte agli altri e di conseguenza mi piacerebbe che questo atteggiamento fosse reciproco; altrimenti che razza di comunicazione è con una persona che si nasconde dietro un’anonimo?buona riflessione.Federico