Il valore di un’opposizione democratica in piazza :
In tempi così oscuri e difficili come quelli che stiamo vivendo oggi in Italia dove parole come “democrazia”, “pluralismo”,”libertà del sistema d’informazione” risultano svuotate ed impoverite
della loro forza e del loro vero significato una buona notizia è rappresentata dalla manifestazione
di sabato scorso tenuta a Roma dal partito democratico.

Per tutta una serie d’impegni presi già da tempo non sono potuto andare a Roma ma attraverso la televisione ho seguito con interesse le fasi principali della manifestazione culminata fino all’intervento
del segretario nazionale del partito Walter Veltroni.
Dopo i primi mesi caratterizzati da un senso di frustrazione e delusione per la recente sconfitta elettorale e da alcuni tentativi d’intraprendere un qualche tipo di dialogo con il governo delle destre
il grande successo della manifestazione di sabato può segnare un deciso cambio di rotta nel senso
di una più decisa azione di opposizione verso Berlusconi ed il suo governo.
Al di là della naturale guerra sul numero dei partecipanti molta gente ha risposto all’appello
di scendere in piazza contro le politiche di questo esecutivo.
Era questa l’occasione giusta per dimostrare l’esistenza in Italia di una importante voce di dissenso
rispetto al dilagante clima di “regime strisciante” che si respira nel paese e,soprattutto, dimostrare
il radicamento popolare di un partito ancora troppo fragile ed in via di costruzione nelle sue strutture
dirigenziali.
A mio avviso poi, il popolo del centrosinistra ha tracciato la strada da seguire per Veltroni ed i vertici del partito democratico; la via di una seria opposizione,provvedimento su provvedimento,a questo esecutivo e non più di timidi sogni, miraggi e
fantasie di un nuovo “compromesso storico”,di un grande accordo nell’interesse generale del paese per realizzare quelle grandi riforme istituzionali vista la totale immaturità e inaffidabilità dimostrata dallo schieramento opposto quando si parla di rispetto delle regole,
delle istituzioni e senso dello stato.
Non si tratta, come sostengono in maniera faziosa ed arrogante alcuni membri del governo del solito
male della sinistra italiana e cioè “l’antiberlusconismo”, bensì della necessità da parte della “base” popolare del partito democratico di rimarcare il proprio totale disaccordo rispetto ai numerosi provvedimenti presi in questi mesi dall’esecutivo Berlusconi nel campo dell’economia, della sicurezza,
della giustizia e della scuola con la disastrosa riforma del ministro Gelmini.
La manifestazione di sabato è stato un grande momento di partecipazione popolare; una decisa risposta a tutti quei sondaggi che danno al governo un consenso dalle dimensioni “bulgare” e a quegli intellettuali,anche di sinistra,che da sempre vedono con una certa spocchiosità ogni forma di pacifica
e democratica partecipazione popolare.
Federico


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