Prima di andare a Bassano del Grappa

Oggi è un pomeriggio assolutamente tranquillo, dalla finestra della mia cameretta al confine della città si vedono distese infinite di campi battuti da un sole violento ed accecante, tra poco partirò assieme ai miei amici alla volta di Bassano del Grappa per dare di sfuggita un’ occhiata all’adunata degli alpini. Nessuno di noi ha fatto l’alpino e personalmente sono lontanissimo da una certa retorica dell’eroe soldato caduto per la patria però è semplicemente il gusto di vedere tanta gente in un’atmosfera particolare, legata comunque a delle pagine importanti della nostra storia nazionale e poi, lo ammetto, la voglia di “spassarcela” nel senso più liberatorio del termine, infatti al momento non ho proprio idea a che ora torneremo stanotte e se arriveremo a casa tutti interi; di sicuro torneremo abbastanza ubriachi da far fatica a centrare il buco della serratura per entrare in salotto.

Comunque, al di là di questa cosa, stavo pensando come le cose che ci accadono, le sensazioni che proviamo ci attraversano il cuore, a volte lo devastano, lo stritolano, lo rigirano e lo rivoltano come un calzino per poi andarsene come se non fosse successo nulla, come fanno quei temporali estivi di poche ore ed è bello scoprire come il tuo piccolo mondo non è stato scalfito e di essere ancora pronti a vivere nuove avventure, a mettersi in gioco, a provare ancora, come in un gioco infinito di combinazioni di carte: amore, gioia, voglia di partire, sofferenza, rabbia, solitudine e così via.

Forse vi sto solo dicendo delle banalità, di questo vi chiedo scusa, ma in questo momento non mi viene in mente altro, anzi vi saluto perchè devo andare a prepararmi per uscire; ci aspetta un pomeriggio, spero, pieno di gioia, di stronzate, di tricolori appesi alle finestre delle case, di birra, di vino e tanto altro. Ciao.

Federico    

~ di federicomarchioro su 10 Maggio, 2008.

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