La campagna elettorale

Se proprio devo essere sincero, in questi ultimi mesi non mi sono interessato molto di politica;
naturalmente non è che abbia totalmente chiuso gli occhi di fronte a tutto quello che mi succedeva
intorno ma ho preferito occuparmi di altre cose e le nuove canzoni che sto scrivendo e che tra poco vedranno la luce non parlano di politica bensì di storie, persone e sentimenti più legati a fatti miei personali.
Tuttavia in questa campagna elettorale mi ha particolarmente colpito l’incapacità di tutto il sistema radiotelevisivo, sia pubblico che privato, d’informare il cittadino sui fatti che accadono. I vari dibattiti televisivi invece di essere occasione di un serio e approfondito confronto tra le diverse forze politiche sono stati la passerella di nani, ballerine e giornalisti incapaci di fare i giornalisti ma bravi solamente a battere le mani, parlare di fiction, gastronomia locale e fare la domanda più conveniente all’ospite di turno riducendo il tutto, dal caso Alitalia alle pensioni, dalle tasse all’emergenza rifiuti in Campania, ad uno spettacolo frettoloso ed inconcludente, dove il solo a rimetterci è il povero spettatore-elettore vittima di politici i quali, con aria saccente ed arrogante, giocano con le parole sulle paure e sulle difficoltà della gente per portarsi a casa l’obbiettivo di aumentare il proprio bacino elettorale nella guerra di sondaggi del mattino seguente.

E’ il caso dell’onorevole Giulio Tremonti, nuovo eroe a difesa del potere d’acquisto degli stipendi delle famiglie italiane e convinto sostenitore dell’idea dei venti mesi del governo Prodi come radice di tutti i mali d’Italia. Il signor Tremonti però fa finta di dimenticare di essere stato ministro dell’economia fino a due anni fa del governo Berlusconi; un’esecutivo durato ben cinque anni il quale, pur godendo della più ampia maggioranza parlamentare mai avuta da un governo nella nostra storia repubblicana, non mi pare abbia fatto quelle grandi riforme economiche che il paese aspetta da più di quindici anni e neppure quella tanto sbandierata e promessa riduzione delle tasse.

E poi ancora, perché non è possibile, come avviene in tutte le altre nazioni democratiche, avere la possibilità di un confronto pubblico tra gli esponenti dei due maggiori partiti che si contendono la guida del paese? Perché tutte queste resistenze di fronte ad un libero dibattito di opinioni?
Alla fine di questi miei pensieri sulla mediocre campagna elettorale ormai alla fine mi sento di dire in tutta sincerità che voterò per il partito democratico; l’unica proposta politica, seppur con alcune contraddizioni e difficoltà al suo interno, libera dal pericoloso populismo della destra e dai vecchi schemi ideologici dell’estrema sinistra e intenzionata ad intraprendere un percorso di cambiamenti e riforme.

Federico

~ di federicomarchioro su 9 Aprile, 2008.

Una Risposta to “La campagna elettorale”

  1. Finalmente ho avuto modo di vedere il tuo sito….complimenti!!!! Ho letto l’articolo rimmel…concordo per capire veramente una persona bisogna osservarla nel profondo… Saluti Giorgia “TITTI”…

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