dalla Puglia a Casa
Siamo partiti alle due del pomeriggio: sotto un sole a picco che bruciava i muri delle case fatte di tufo e l’asfalto delle strade di Torre san Giovanni, con tanta tristezza e malinconia nel cuore dobbiamo lasciare il mare, la terra e le bellissime ragazze del Salento per far ritorno alle nostre case nella pianura padana.
Siamo partiti alle due del pomeriggio: così scorrevoli e veloci, di fianco a noi si vedono passare, dall’abitacolo della nostra macchina, distese dolci, materne e sapienti di olivi mentre in lontananza, dai bordi dell’autostrada, il mare sta diventando, piano piano, ai nostri occhi piccolo come una cartolina.

Siamo partiti alle due del pomeriggio : a circa un’ora dalla partenza tutta la stanchezza accumulata in giorni di spiagge e dolce vita mi ha travolto facendomi addormentare sul sedile posteriore in cima a tutte le valigie lasciando in silenzio il mio amico Antonio alla guida, costretto ad affrontare da solo la traversata verso nord dell’intero tavoliere delle puglie.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : dopo circa un’ ora e mezzo, tra gli affettuosi rimproveri dei miei amici per aver ceduto facilmente alla stanchezza, mi sono risvegliato. Anche se siamo, ancora per poco, in Puglia, il paesaggio intorno a noi è profondamente cambiato. Il mare non c’è più e nemmeno le distese di olivi ma praterie di campi bruciati dopo il raccolto, intervallati nel loro dispiegarsi da qualche antico casolare diroccato.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : siamo completamente immersi nell’Italia centrale, schiere di gallerie spaccano le montagne e oscurano il nostro cammino, siamo nel pieno del viaggio, nel pieno dell’on the road in una dimensione irreale sospesa tra la persistente nostalgia per la sabbia, l’acqua tiepida del mare e il sottile desiderio di rivedere casa.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : alle sei del pomeriggio, poco dopo Pescara, decidiamo di
sgranchirci le gambe al primo autogrill dove, letteralmente affamato, divoro un’ immenso e provvidenziale toast con prosciutto, formaggio e maionese accompagnato da un’immancabile bottiglietta di acqua naturale. Subito prima di partire, per calmare lo stato di nervosismo, dato dalla momentanea astinenza al tabacco,nel giro di venti minuti faccio fuori tre sigarette tutte d’un fiato.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : ancora immersi e pellegrini in quest’infinita Italia centrale, ritorna a farci compagnia il mare. Un mare costantemente lontano dai nostri piedi ma, soprattutto, diverso da quello pugliese; un’immensa distesa di un’ azzurro più cupo, meno cristallino e meno rassicurante; ogni tanto, come inchiodate al fondo, si stagliano delle metalliche piattaforme. Le coste non sono più quelle caraibiche di Torre san Giovanni ma quelle dei condomini di Pesaro ed Ancona in pieno stile anni 70’, di arruginiti container e giganti petroliere al largo di questi porti dell’adriatico.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : le luci del giorno se ne stanno andando.In un tramonto così rosso come una bandiera, le ruote della nostra macchina corrono sicure in Emilia Romagna nelle vicinanze di Forlì. Sempre più stanchi di quando eravamo partiti e con il miraggio di Bologna nel cuore decidiamo di fermarci per l’ultima sosta, ideale da consumare con un cappuccino e con l’ennesima sigaretta.

Siamo partiti alle due del pomeriggio : abbiamo da poco passato Bologna con i suoi snodi, incroci e caselli autostradali e siamo all’inseguimento di Ferrara e a quest’ora non ho altro da dire.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : il pezzo di strada prima e dopo Padova sembrava infinito ma ce l’abbiamo fatta ; un freddo e catarifrangente cartello dell’ANAS ci annuncia l’arrivo al casello di Vicenza nord nel pieno della notte.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : è mezzanotte e ho appena aperto il cancello sul giardino di casa, tutto intorno è silenzio, solo l’abbaiare del mio cane che mi ha sentito arrivare e la voce di mia madre contenta del mio ritorno.
Siamo partiti alle due del pomeriggio : ho tanta nostalgia nel cuore per la vacanza finita ma allo stesso tempo tanta fiducia nel cuore. Spero un giorno di poter rimettere i piedi nella sabbia e nell’acqua tiepida del Salento e di poter rivedere le sue bellissime donne.
Buon viaggio a tutti !
Federico


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