Parole scritte in una notte :

•25 Giugno, 2009 • Lascia un Commento

parabrezza notturno
Luci dall’autostrada e da questo autogrill
in questa notte calda d’agosto
fatta di coca cola e di amore

Silenzio e sigarette
cercai per ore il mio cuore
dopo un dolce rosso tramonto
foto o mistero della tua vita

Fuochi accesi in una stazione
banditi in erba ragazzi incoscienti
bruciano barchette in riva ai binari
aspettando l’alba

In una città caduta nel buio
tremiamo di freddo contiamo le stelle
nascosti in una piazza si parla per ore
io sto cercando la mia strada

Luci dall’autostrada e da questo autogrill
in questa notte calda d’agosto
fatta di coca cola e di amore.
qualcosa di notte

La notte è un gomitolo di strade
da buttarsi dentro a capofitto
senza pensarci troppo
senza contare fino a dieci
Raccogli il tuo zaino di energie
e corri in mezzo all’aria
dimostrerai una volta per tutte
quello che vali

La notte è un gomitolo di strade
giocando con questa luce si può andare lontano
in capo al mondo qualcuno mi ha detto
che c’è un tesoro da cercare
“una corsa,un prato,una possibilità di continuare a sognare”.

e questo taglio di sangue
è un cielo azzurro
da non stare più in piedi.
Federico.
A_lume_di_lumaca

Parole buone per PierAngelo Bertoli :

•18 Marzo, 2009 • Lascia un Commento

Da qualche settimana grazie all’ultimo lavoro discografico di Luca Carboni,
una raccolta di alcuni capolavori dei cantautori degli anni 70′ da lui reinterpretati,ho potuto riscoprire con grande piacere la figura di PierAngelo Bertoli.
Con grande sincerità ammetto di non essere cresciuto con le canzoni di Bertoli avendo trovato nella mia adolescenza altri punti di riferimento musicali tra i quali soprattutto,come penso sia abbastanza evidente,De Gregori.
Riascoltando “Eppure soffia” mi sono commosso pensando soprattutto all’estrema sincerità e sobrietà di Bertoli nel porsi con le sue canzoni di fronte alla gente.
Una passione per la realtà,per il quotidiano,la voglia d’impegnarsi e la politica la “P” maiuscola;parole quasi dimenticate in quel poco che è rimasto della sinistra italiana.
aa4
Non voglio dilungarmi ancora in questo elogio di PierAngelo Bertoli per non risultare ruffiano e “zuccheroso”;credo sia giusto andare a riascoltarsi
“Eppure soffia”,”A muso duro”,”pescatore” e tante altre belle canzoni di questo cantautore.
Federico.

Pensieri al cader della giornata…

•12 Marzo, 2009 • 6 Commenti

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Sono passati un pò di mesi dall’ultima volta che mi sono fermato qui per dedicare un pò del mio tempo a scrivere qualcosa e farvi così conoscere alcuni dei miei pensieri.
Quello che stiamo vivendo ora mi sembra un periodo strano,contorto,confuso,pieno di segnali che vanno da una parte e di altri che ci portano nella direzione opposta.
In certi momenti si è sicuri delle proprie idee,degli ideali in cui crediamo e per questi siamo pronti a buttarci nella mischia,a combattere,ad impegnarci e a farci anche del male per far sì che la realtà intorno a noi possa,almeno in parte,rispecchiare i nostri sogni.
Altre volte,al cadere di una giornata,ci si sente le spalle stanche,fragili e si prova tanto freddo e tanta paura di fronte al mondo.
La cosa che più ferisce di questi tempi è la mancanza di rispetto e voglia di capire e comprendere fino in fondo chi ci stà di fronte.
Tutto è così frettoloso,allineato,ragionevole,di buon senso,a portata di mano e maleducato.
Nessuno che ti chiede che cosa ne pensi e se hai qualcosa da dire.
La solitudine che uno cerca è sempre più vista con fastidio ed occhio cattivo;deve esserci sempre qualcuno,in qualsiasi momento,pronto a cercarti per offrirti qualcosa che non hai mai chiesto e di cui non hai mai avuto bisogno.
E così viene la voglia di ritornare ai tempi in cui si era bambini,quando non si aveva nessuna responsabilità di fronte alla vita.
Oppure l’irrefrenabile desiderio di scappare il più lontano possibile,via da tutto e da tutti per non doversi più nascondere e piangere in un’angolo della strada del centro, lontano dalla curiosità di sguardi indiscreti.
Federico.
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Ancora un pò di storia : la Resistenza

•26 Novembre, 2008 • Lascia un Commento

Prima di parlare della Resistenza desidero già in anticipo scusarmi con tutte quelle persone,probabilmente non molte ma che ringrazio di cuore, animate dal piacere di andare a leggere quello che scrivo ogni volta che viene pubblicato in questo piccolo spazio su internet ma che possono aver trovato,specialmente questi utimi editoriali, un pò noiosi e ripetitivi per gli argomenti che ho trattato. Di questo chiedo scusa ma sono da sempre un appassionato di storia, in particolare del 900′; mi piace seguire il dibattito culturale che circonda ancora oggi i fatti della storia italiana ed esprimere il mio pensiero a riguardo.
Recentemente in una puntata della trasmissione televisiva “Porta a Porta” di Bruno Vespa,argomento della serata l’ultimo discusso film del regista americano Spike Lee tratto dalla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema del 1944, era ospite Giampaolo Pansa, noto giornalista e autore di discussi e popolari saggi come “Il sangue dei vinti” e “Sconosciuto 1945″. Durante la trasmissione lo scrittore con una certa aggressività ed arroganza condannava le critiche e le polemiche,sconfinanti secondo lui nella richiesta di “censura”, scuscitate dalle sue opere fino a denunciare il clima di intimidazioni e violenze subite dalla sua persona;
la sua “arringa”, dai toni sempre più irritanti, arrivava poi a mettere in discussione l’importanza storica della Resistenza e l’atteggiamento del Partito Comunista Italiano in quel periodo.
Ecco, in tutta sincerità mi sento di non essere per nulla daccordo con quanto affermato
da Pansa per tutta una serie di motivi.Come fa lo scrittore a denunciare questo presunto clima di “censura” che lo circonda se le sue opere sono libri di successo, ai vertici per un lungo periodo delle classifiche dei libri più venduti, ristampati più volte nel corso di questi anni e per di più sceneggiature per film e fiction di prossima uscita al cinema e in televisione ? insomma dov’è questa censura di cui è vittima Giampaolo Pansa ?
Sicuramente la sua opera è positiva ed importante nell’indagare colpevoli, responsabilità e sollevare dall’oblio quei tragici fatti di vendette e rappresaglie compiute da alcuni gruppi di partigiani a guerra finita e di cui furono vittime fascisti,collaborazionisti e in alcuni casi innocenti che con il fascismo non centravano niente ma considero un errore arrivare a condannare l’intera Resistenza italiana.
Pansa forse dimentica molte cose tra cui la scelta compiuta dal PCI con “la svolta di Salerno” operata da Togliatti nel 1944 di entrare pienamente nel futuro sistema repubblicano e di costituire fin d’allora,pur tra mille contraddizioni interne, uno dei pilastri del nostro sistema democratico anche nei momenti più bui della nostra storia come “gli anni di piombo”.
Ma la cosa più grave, a mio avviso, è che Pansa dimentica il significato più profondo della Resistenza come primo segno di partecipazione popolare,il sacrificio di tanti ragazzi che decisero di combattere per la libertà senza aspettare chiusi in casa l’arrivo degli alleati nelle grandi città del nord, il riscatto di un popolo dopo vent’anni di dittatura, le vergognose leggi razziali e la tragedia di una guerra ;
la Resistenza come radice e fondamento del nostro sistema democratico.
Federico.
aa4

“Guerra”:

•17 Novembre, 2008 • Lascia un Commento

Quante volte la parola “guerra” è apparsa nella nostra vita, pronunciata ad un ritmo quasi frenetico…
dalle bocche di persone comuni davanti a una fermata dell’autobus alle 7.30 di mattina;
nelle dichiarazioni di un ministro rivolto ai banchi dell’ opposizione in parlamento riunito in seduta comune;
nelle domande estive di un giornalista durante la festa nazionale dell’Unità;
nella relazione di uno psicologo ad un convegno incentrato sui traumi prodotti dai bombardamenti aerei
nella psiche dei bambini che abitano i piccoli villaggi delle piantagioni di riso del sud-est asiatico;
nelle strategie dei generali,incerti se utilizzare l’artiglieria oppure l’aviazione per annientare il più velocemente possibile le difese nemiche;
nella perfetta dizione del conduttore di un telegiornale tra un incidente aereo nelle Filippine e la vittoria
di Schumacher al fotofinish nell’ultima gara del campionato mondiale di Formula 1;
nei matematici preventivi di un’ efficiente consiglio d’ amministrazione investito del compito di analizzare con estrema cura e precisione costi e benefici della ricostruzione per una multinazionale canadese operante in sudamerica;
nelle verità notturne,destinate ai pochi eletti affetti da cronica insonnia, di un’ ignoto speaker radiofonico;
nei titoli “in prima” di un quotidiano che annuncia all’ opinione pubblica internazionale l’invasione di un paese lontano migliaia di kilometri dalla nostra coscienza;
nel pianto di un attore che ha perso il suo miglior amico dopo un conflitto a fuoco in un grande film “hollywoodiano” a stelle e striscie sullo sbarco in Normandia;
in un generoso quanto eroico monologo “shakespeariano” sul palco di un dimenticato teatro della più profonda e nebbiosa provincia della pianura padana.
E con quanti aggettivi la parola “guerra” è stata accompagnata per spiegarne il senso, la natura e darne quasi una giustificazione : guerra chimico-batteriologica, guerra di precisione, guerra nucleare, guerra convenzionale, guerra per mare e in cielo, guerra di posizione e di movimento, guerra dei terroristi, guerra preventiva, guerra giusta o sbagliata, guerra come castigo di Dio, guerra come male minore, guerra di occupazione e guerra di liberazione, guerra di civiltà, guerra all’islam, guerra all’occidente, guerra fredda e guerreggiata e poi ancora : guerra di cifre, guerra di sondaggi, guerra di parole e di nervi, guerra delle coscienze e delle opinioni…
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Fratelli

Di che reggimento siete
fratelli ?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Giuseppe Ungaretti

Gente che fa la storia :

•8 Novembre, 2008 • Lascia un Commento

Che dire ? è stata sicuramente una settimana bella, intensa, carica di passioni, di gioie, di emozioni
difficilmente spiegabili attraverso queste parole che sto scrivendo.
Sicuramente resteranno impresse nella memoria le immagini di tutta quella gente in quel grande parco di Chicago che festeggiava l’elezione di Barack Obama
alla presidenza degli Stati Uniti d’America.
Molto probabilmente non ci siamo ancora resi conto perfettamente di quello che è successo ; un’evento dalla portata “storica”,carico di significati che si riusciranno a decifrare e capire solo con il passare del tempo. L’elezione per la prima volta di un afroamericano alla presidenza della nazione
più potente del mondo è un fatto che cambia il mondo, un’ evento paragonabile alla caduta del muro
di Berlino e alla rivoluzione francese.
Basti pensare ad una comunità come quella afroamericana vittima, fino a pochissimi decenni fa e ancora oggi in alcune periferie e quartieri di grandi metropoli, della
segregazione razziale e la negazione dei più elementari diritti civili nella patria considerata da tutto il mondo occidentale come “faro” della democrazia; al sacrificio, in termini di sangue e di vite umane, di tanti giovani ragazzi neri mandati a morire al fronte dai tempi della guerra di secessione,passando per la seconda guerra mondiale, la sporca guerra del Vietnam fino alle carneficine dei nostri giorni in Iraq e
in Afghanistan.
Comunque al di là di queste considerazioni è bello vedere come parole quali “speranza”, “sogno” e ” cambiamento” hanno ancora un senso ed una loro forza;una freschezza e capacità di muovere la realtà intorno a noi che troppe volte ai nostri occhi sembra essere dominata da logiche ed interessi
lontani dal rispetto per la vita di un uomo, della sua dignità e dei suoi elementari diritti.
Come già detto all’inizio la cosa più bella che mi ha colpito sono state le immagini trasmesse a notte fonda dalla televisione delle persone che accorevano spontaneamente per partecipare e mostrare tutta la loro gioia per quello che era appena avvenuto.

Mi vengono alla mente i versi di una popolare canzone dello “zio Francesco” che dicono:
“e poi la gente, perchè è la gente che fa la storia, quando si tratta di scegliere e di andare
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti che sanno benissimo cosa fare”
aaaa3
Oggi è il mio compleanno,ciao.
Federico

Il valore di un’opposizione democratica in piazza :

•29 Ottobre, 2008 • Lascia un Commento

In tempi così oscuri e difficili come quelli che stiamo vivendo oggi in Italia dove parole come “democrazia”, “pluralismo”,”libertà del sistema d’informazione” risultano svuotate ed impoverite
della loro forza e del loro vero significato una buona notizia è rappresentata dalla manifestazione
di sabato scorso tenuta a Roma dal partito democratico.

Per tutta una serie d’impegni presi già da tempo non sono potuto andare a Roma ma attraverso la televisione ho seguito con interesse le fasi principali della manifestazione culminata fino all’intervento
del segretario nazionale del partito Walter Veltroni.
Dopo i primi mesi caratterizzati da un senso di frustrazione e delusione per la recente sconfitta elettorale e da alcuni tentativi d’intraprendere un qualche tipo di dialogo con il governo delle destre
il grande successo della manifestazione di sabato può segnare un deciso cambio di rotta nel senso
di una più decisa azione di opposizione verso Berlusconi ed il suo governo.
Al di là della naturale guerra sul numero dei partecipanti molta gente ha risposto all’appello
di scendere in piazza contro le politiche di questo esecutivo.
Era questa l’occasione giusta per dimostrare l’esistenza in Italia di una importante voce di dissenso
rispetto al dilagante clima di “regime strisciante” che si respira nel paese e,soprattutto, dimostrare
il radicamento popolare di un partito ancora troppo fragile ed in via di costruzione nelle sue strutture
dirigenziali.
A mio avviso poi, il popolo del centrosinistra ha tracciato la strada da seguire per Veltroni ed i vertici del partito democratico; la via di una seria opposizione,provvedimento su provvedimento,a questo esecutivo e non più di timidi sogni, miraggi e
fantasie di un nuovo “compromesso storico”,di un grande accordo nell’interesse generale del paese per realizzare quelle grandi riforme istituzionali vista la totale immaturità e inaffidabilità dimostrata dallo schieramento opposto quando si parla di rispetto delle regole,
delle istituzioni e senso dello stato.
Non si tratta, come sostengono in maniera faziosa ed arrogante alcuni membri del governo del solito
male della sinistra italiana e cioè “l’antiberlusconismo”, bensì della necessità da parte della “base” popolare del partito democratico di rimarcare il proprio totale disaccordo rispetto ai numerosi provvedimenti presi in questi mesi dall’esecutivo Berlusconi nel campo dell’economia, della sicurezza,
della giustizia e della scuola con la disastrosa riforma del ministro Gelmini.
La manifestazione di sabato è stato un grande momento di partecipazione popolare; una decisa risposta a tutti quei sondaggi che danno al governo un consenso dalle dimensioni “bulgare” e a quegli intellettuali,anche di sinistra,che da sempre vedono con una certa spocchiosità ogni forma di pacifica
e democratica partecipazione popolare.
Federico

L’eredità del fascismo:

•3 Ottobre, 2008 • 1 Commento

Le scorse settimane, alcuni autorevoli esponenti del partito delle libertà, con responsabilità di governo
a livello locale come il sindaco di Roma Alemanno e a livello nazionale come il ministro della difesa Ignazio La Russa, hanno mostrato tutta la debolezza in cui si trova una parte importante dell’attuale maggioranza di governo quando si affronta il tema del fascismo e in particolare gli ultimi due anni della
seconda guerra mondiale con la tragica eredità lasciata dalla repubblica sociale italiana.

Io non sono uno storico, non pretendo d’insegnare nulla a nessuno ma trovo molto pericoloso il cercare di far passare l’idea,come ha fatto il ministro della difesa, di una possibile
distinzione tra un “fascismo buono” e un “fascismo cattivo”.
la presunta efficenza dei treni che arrivavano sempre puntuali, la bonifica dell’agro pontino,l’istituzione
di enti nazionali come l’inps e via via discorrendo non possono assolutamente giustificare l’istituzione della
dittatura,la messa al bando dei partiti,dei sindacati e di tutte le istituzioni democratiche, l’abolizione della libertà di stampa,le violenze e gli omicidi perpetrati su liberi ed innocenti cittadini.
Riguardo al sindaco di Roma e al suo elogio di quei ragazzi che con tanto cuore e coraggio scelsero di
combattere nel 1943 a fianco dei tedeschi per “riscattare” l’orgoglio di una patria tradita, vorrei ricordare ad Alemanno e ai tanti “nostalgici” della destra che la R.S.I non era altro che la maschera
del regime d’occupazione nazista, uno stato fantoccio al servizio delle truppe naziste che
combattevano gli anglo-americani e quindi lo schierarsi “da quella parte” ha rappresentato una chiara scelta in favore della dittatura di Hitler e la complicità verso una delle più grandi tragedie
della storia come lo sterminio degli ebrei e delle razze ritenute inferiori dalla dottrina nazista.

Nonostante la decisa presa di posizione del presidente della camera Gianfranco Fini abbia chiuso
questa polemica, ancora una volta si dimostra come la destra non abbia ancora risolto fino in fondo
alcuni nodi legati al suo più recente passato ma soprattutto,ed è la cosa a mio avviso più
preoccupante, è il sintomo di un clima pesante che si respira nel paese; un’atmosfera,come ha giustamente sottolineato il segretario dei democratici Veltroni, di uno svuotamento del tessuto
democratico del paese;di una deriva in senso autoritario,sull’esempio russo,delle nostre istituzioni.
Un processo portato avanti dall’azione di questo governo e dal suo presidente del consiglio,da sempre
sprezzante e lontano nei confronti di valori quali il senso dello stato e il rispetto delle sue istituzioni democratiche primo fra tutte il parlamento,ridotto nelle sue funzioni quasi a semplice “pubblico registro”
delle decisioni dell’esecutivo e non più a luogo principale di incontro e confronto delle istanze politico-sociali presenti nel paese.
Federico.

Prove tecniche di regime :

•26 Settembre, 2008 • Lascia un Commento

In queste ultime settimane, adesso non mi ricordo con precisione il giorno, mi è capitato, durante un disperato zapping notturno, d’imbattermi in un’ interessantissimo speciale dedicato al giornalista Enzo Biagi; un condensato d’ interviste, speciali e vari filmati tutti parte della sua celebre e ultima grande trasmissione : “il fatto”


Mentre scorrevano le immagini su RAI 3, una delle ultime isole felici per quanto riguarda la libera informazione in Italia, pensavo alla grandezza del Biagi giornalista, alla sua capacità di essere al tempo stesso educato ma non accomodante con l’intervistato di turno, di non nascondere le sue idee dietro una faziosità di comodo e soprattutto la sua ostinazione nel mettere in primo piano, sempre, la notizia ; insomma la volontà di fare un giornalismo “vero”, al servizio di una pubblica opinione matura,
in grado di farsi un’idea di quello che succede, come già avviene nelle più moderne democrazie occidentali.
Al tempo stesso, oltre a sentire tanta nostalgia per uno dei più grandi giornalisti italiani assieme alla penna di Indro Montanelli, pensavo a quanta merda,travestita da informazione, viene liberamente passata nel sistema televisivo italiano.
Basta vedere, per esempio, all’accurata manipolazione con cui vengono trasmesse le notizie, i vari filmati e commenti ad esse correlati, l’ordine stesso delle loro apparizioni.
Dai telegiornali del presidente del consiglio risulta quasi nullo, o ridotto allo stremo, lo spazio dedicato
alle opposizioni e alle loro iniziative mentre l’attività non solo del governo ma anche dei partiti stessi che formano la coalizione governativa occupa quasi per intero la nota politica quotidiana di questi “TG”.
Se prima i dati economici, tuttora poco edificanti circa il sistema Italia, venivano presentati con la
precisa volontà di presentare il precedente governo Prodi come unico responsabile della difficile situazione in cui versano le famiglie italiane alla fine del mese adesso sono semplicemente delle calamità
cadute dal cielo contro le quali è necessario serrare i ranghi e stringersi con fiducia a questo governo,
unico in grado di risolvere i problemi del paese.
Il problema della sicurezza delle nostre città prima era una vera e propria emergenza, con bande e orde di barbari criminali in grado di scorazzare liberamente e compiere ogni sorta di atrocità su anziani,
donne e bambini grazie alla complicità del governo di centrosinistra ; adesso, con questo nuovo esecutivo, gli sbarchi di “disperati” sulle notre coste sono continuati ma il tutto in una dimensione assolutamente tollerabile e paragonabile all’ immigrazione clandestina presente in altri paesi europei come la Germania e la Spagna.
E ci sarebbero altri esempi da tenere presente, per non parlare di come è stato trattato il caso Alitalia,
ma non voglio stancarvi ulteriormente con le mie parole.

Insomma,visto lo stato di salute, in termini di obbiettività e pluralismo in cui versa il nostro sistema televisivo, l’esecutivo del premier Silvio Berlusconi, paladino del liberalismo nell’informazione come con tanta sicurezza sostiene di essere, può dormire sonni tranquilli per lungo tempo, in barba al sistema democratico e al conflitto d’interessi, ancora e chissà per quanto tempo, irrisolto.
Federico.

L’amore per la montagna

•28 Agosto, 2008 • 1 Commento


Come penso abbiate già capito da un pezzo io adoro la montagna.
Anche in quest’estate,seppur con minore frequenza rispetto agli anni passati,facilitato dal fatto di abitare in una cittadina non troppo lontana dal confine della pianura,mi sono divertito ad andare più volte in tanti posti a cui sono molto affezionato.
Piccoli paesi delle prealpi vicentine come Bosco di Tretto,con i suoi verdissimi prati ai piedi del monte Summano e una trattoria dove potersi fermare a mangiare delle ottime ed abbondanti grigliate di carne e polenta quando arriva il tramonto; Castelvecchio,quattro case sopra Valdagno,ideale per bersi un cappuccino in santa pace la domenica pomeriggio.
E poi Tonezza,fatta di sali e scendi,con le sue contrade disperse e circondate da tanti boschi.
A Tonezza tra l’altro,per la prima volta,mi sono cimentato nella figura di cuoco ad un camposcuola per ragazzi.Fortunatamente,aiutato da persone molto più esperte di me,me la sono cavata bene e non ho bruciato nessuna pentola a dispetto della mia poca esperienza nell’arte culinaria.
Una delle cose di quei giorni che più ricordo è quando ogni sera andavo fuori a farmi un giro in paese
per fumarmi una sigaretta;dalla strada principale di Tonezza lo sguardo arrivava per kilometri sulla
pianura vicentina fino a perdersi oltre il padovano fino ai colli Euganei,uno spettacolo fatto di luci,scintille,lontananza da casa,tanto fresco e tanto silenzio.
Nel bel mezzo di Agosto poi, ci siamo svegliati alle tre di mattina per arrivare puntuali alle otto al rifugio
“Baion”,punto di partenza per arrivare alla forcella di “cima Froppa”, a più di duemila e cinquecento metri nel gruppo dolomitico delle “Marmarole”,sopra Lozzo di Cadore.
Alle sette e mezza di sera,dopo più di dieci ore di cammino tra ghiaioni,tratti di cordata,pascoli d’alta quota e impervi sentieri che non finivano più,stremati nelle ginocchia e nelle caviglie ma con tanta gioia,siamo ritornati al “Baion” per poi riprendere la macchina,fermarsi a Belluno per mangiare una pizza
ed infine arrivare a casa verso le due e mezza di notte,fantastico ! no ?
Un bel salto nel mondo dei ricordi sono le gite a Caprile,uno degli ultimi paesini ai piedi della Marmolada e del monte Civetta.
Il vecchio parco giochi, la stradina sulle rive del Cordevole per arrivare al santuario di Santa Maria delle Grazie, l’albergo dove trascorrevo per due settimane all’anno le vacanze
con i miei genitori e poi tanti altri luoghi legati alla mia infanzia che rendono per me questo piccolo paesino di montagna unico e diverso da tanti altri luoghi che ho visto.
Insomma, anche in quest’ estate che piano piano sta volgendo al termine, la montagna è stata
importante per me;
Direi un buon bicchiere d’acqua per il cuore.
Federico